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QUESTION TIME SU ACCORDO UE–MERCOSUR: QUALI CONSEGUENZE PER IL MADE IN AGROALIMENTARE?

  • Immagine del redattore: Dr Domenicantonio Galatà
    Dr Domenicantonio Galatà
  • 4 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Di Selena Vacca, Tecnico legislativo in Senato, esperta di legislazione agroalimentare, socio onorario AINC.


Oggi al Question Time in Senato, il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha risposto sull’accordo UE–Mercosur, tuttora oggetto di discussione e valutazioni istituzionali multilivello. Il confronto nasce dall’interrogazione presentata dalla senatrice Gisella Natura­le, che richiama l’attenzione sulle possibili ricadute sul settore agricolo nazionale ed europeo.


La questione presenta diverse sfaccettature: se, da un lato, la riduzione delle barriere commerciali potrebbe favorire l’export europeo di beni industriali e trasformati, dall’altro i Paesi del Mercosur beneficerebbero di maggiori quote di accesso al mercato UE per alcune produzioni agricole, in particolare carne bovina, zucchero, riso, pollame e mais.


Il mondo agricolo, sostenuto dalle principali organizzazioni italiane ed europee, segnala il rischio di asimmetrie regolatorie legate agli elevati standard ambientali, sanitari e di benessere animale richiesti agli agricoltori europei, standard che non trovano piena reciprocità nei sistemi produttivi di Uruguay, Paraguay, Argentina e Brasile. Ulteriori criticità riguardano la debolezza applicativa delle clausole di salvaguardia e il tema dei controlli: allo stato attuale, solo una quota limitata delle merci in ingresso nell’Unione europea viene sottoposta a verifiche fisiche, elemento che solleva interrogativi sulla capacità di presidiare volumi crescenti di prodotti agroalimentari importati.


In questo contesto, l’apertura commerciale con i Paesi Mercosur si inserisce in un quadro più ampio di integrazione dei mercati globali, che chiama in causa non solo valutazioni economiche, ma anche riflessioni sulla resilienza delle filiere alimentari, sulla sostenibilità delle produzioni e sulle strategie europee per garantire approvvigionamento, qualità e trasparenza lungo l’intera catena agroalimentare.


Sul tema della sicurezza alimentare interviene Domenicantonio Galatà, biologo nutrizionista e presidente onorario Ainc:


Il dibattito sull’accordo UE–Mercosur non può essere ridotto a una questione di dazi o di competitività commerciale. Qui parliamo di sicurezza alimentare e di coerenza del sistema. Nel 2025, attraverso un lavoro divulgativo sui social, abbiamo portato all’attenzione pubblica il caso del riso Basmati e i numerosi richiami che hanno interessato prodotti importati, dimostrando come il problema non sia teorico ma concreto. Se solo una minima percentuale delle merci viene sottoposta a controlli fisici, il rischio non riguarda solo gli agricoltori europei, ma anche i consumatori. Aprire i mercati senza rafforzare controlli, tracciabilità e reciprocità delle regole significa indebolire la fiducia nel sistema agroalimentare europeo. La vera sfida non è fermare il commercio, ma garantire che ciò che entra nel piatto dei cittadini rispetti gli stessi standard di sicurezza, ambientali e sanitari che chiediamo ogni giorno alle nostre filiere.

 
 
 

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